The Roots

Spettacolare e poetico, nuovo e nostalgico, The Roots è un viaggio alle radici dell’hip-hop, del movimento e dell’emozione. Un’immersione in una memoria coreografica e acrobatica che è al tempo stesso leggera e malinconica. The Roots è un’ode alla danza hip-hop, un’avventura umana tra virtuosismo e poesia interpretata da undici danzatori d’eccellenza. Capitolo dopo capitolo, lo spettacolo trasforma e apre a nuovi orizzonti, portando lo spettatore verso un altrove, un universo che è fatto di oggetti ordinari – un tavolo, un vecchio giradischi… La musica è la chiave che apre la porta su un’umanità che danza. Una coinvolgente immersione nella memoria dei corpi, partendo dalla generosità della danza hip-hop verso la scoperta di nuovi cammini.

Direzione artistica e coreografia: Kader Attou | Con: Babacar “Bouba” Cissé, Bruce Chiefare, Virgile Dagneaux, Erwan Godard, Mabrouk Gouicem, Adrien Goulinet, Kevin Mischel, Artem Orlov, Mehdi Ouachek, Nabil Ouelhadj, Maxime Vicente | Scenografia: Olivier Borne | Creazione dei quadri originali: Ludmila Volf | Creazione sonora originale: Régis Baillet – Diaphane | Disegno luci: Fabrice Crouzet | Costumi: Nadia Genez | Produzione: CCN de La Rochelle et du Poitou-Charentes / Cie Accrorap, Direzione Kader Attou | Co-produzione:
La Coursive – Scène Nationale de La Rochelle, MA Scène Nationale – Pays de Montbéliard / con il sostegno di Chateauvallon centre national de création et de diffusion nell’ambito di una residenza di creazione | Il Centre Chorégraphique National de La Rochelle et du Poitou-Charentes / Cie Accrorap, Direzione Kader Attou è sostenuto da: Ministère de la Culture et de la Communication – DRAC de Poitou-Charentes, le Conseil régional

Kader Attou / Cie AccrorapFestival 2016

Le stanze segrete di S.

Un’esperienza sensoriale, un percorso fatto di immagini, voci, suoni, un racconto  che si svela di stazione in stazione coinvolgendo  lo spettatore suggerendo poco alla volta luoghi, situazioni, personaggi. Un’esperienza intima, in cui viene richiesto allo spettatore di rispettare due regole fondamentali: 1) seguire sempre le istruzioni durante la visita; 2) non rivelare mai a nessuno quello che si è visto.

Nato nel 2012 a Torino, LE STANZE SEGRETE DI S. è lo pseudonimo dietro il quale si cela un collettivo di artisti che lavorano insieme per realizzare performance senza parole, ispirate al teatro d’ombre e alle illustrazioni di inizio secolo, tramite un utilizzo della tecnologia limitata al minimo indispensabile.


Mi sveglio di soprassalto.

Senso di stordimento.
Tutto mi sembra una massa di forme scure e sfocate.
Dove mi trovo?
Da quanto sto dormendo?
C’è qualcun altro nella stanza. Chi è?
Sta urlando. Si muove veloce.
Cauto, mi avvicino, ma lui reagisce violentemente.
Mi colpisce più volte, con ogni sorta di oggetto che gli capita a portata di mano, poi fugge velocemente.
Sono solo ora?
Lentamente i contorni si fanno più definiti, ma la luce ora mi ferisce gli occhi, i suoni si sovrappongono, i colori diventano violenti.
Mi scoppia la testa. Ho freddo. Ho caldo.
Il mio respiro si fa pesante, sembra provenire dal fondo di una caverna.
Porta, scale. Mi ritrovo in strada.
Cammino senza una meta.
Io, chi sono?

Eleonora Diana/Daniele CatalliFestival 2013 / Festival 2016

Per non svegliare i draghi addormentati

Uno sguardo rivolto a un passato fiabesco e immaginario – popolato da valorosi principi, cavalieri e animali leggendari – in cui affiorano ricordi e frammenti della propria storia personale.
Per non svegliare i draghi addormentati ha un andamento simile a quello della memoria: qualcosa arriva da lontano, si accende e poi si spegne improvvisamente, a volte un’amnesia interrompe il racconto, altre il ricordo è tanto forte da accecare tutto il resto. Sulle teste di principi e cavalieri, animali e regine, resta sospeso l’augurio che Thomas Stearns Eliot faceva ai naviganti: “Non fate un buon viaggio, ma viaggiate lontano”.

Ideazione e direzione Marco D’Agostin –  a partire da Progetto Choreoroam Europe  –  in collaborazione con Francesca Foscarini, Remo Ramponi, Floor Robert – luci Remo Ramponi – scrittura musicale Paolo Persia – consulenza tecnica Enrico Fabris – costumi Edda Binotto – con il sostegno di CSC/OperaEstate Festival Veneto, Inteatro Polverigi, Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, Anagoor/La Conigliera, Teatro Fondamenta Nuove –  in scena Marco D’Agostin, Francesca Foscarini, Floor Robert
Progetto vincitore del Premio Prospettiva Danza Teatro 2012  e promosso dal progetto interregionale di promozione dello spettacolo dal vivo  Teatri del Tempo Presente a cura di MiBAC – Direzione Generale per lo spettacolo dal vivo

Marco D’Agostin – Festival 2013

LEV_ultima tappa

La vita di Lev Zasetskij, paziente di Alexander Lurja, celebre neuropsichiatra russo, è cambiata completamente in meno di un secondo.
Svegliandosi, si ritrova senza memoria. Non ricorda più nulla, non riesce a parlare, leggere, scrivere, muoversi.
Sul palco, oggi, un uomo inizia a recuperare brandelli di memoria, e si scontra con lo spazio, con l’oblio. La scena intorno a lui è vuota, esplosa, coma la sua identità.
Sul palco tre pannelli di plexiglass, uno spazio nudo pieno di farina, tre lampade; a terra, frammenti di passato, schegge di infanzia, di ricordi, di perduti amori. Lev_ultima tappa esplora la lotta di un uomo con ciò che lo circonda, con i pezzi della sua memoria in frantumi.
Uno spettacolo concepito per un performer solo in scena, coprodotto da Inteatro nel più ampio contesto di Scenari Danza 2.0, il bando creato per offrire sostegno ai giovani talenti della scena contemporanea.

IDEAZIONE GLEN BLACKHALL RICCARDO FAZI CLAUDIA SORACE MASSIMO TRONCANETTI
REGIA CLAUDIA SORACE
DRAMMATURGIA/SUONO RICCARDO FAZI
REALIZZAZIONE SCENA MASSIMO TRONCANETTI
VESTITI FIAMMA BENVIGNATI
CON GLEN BLACKHALL
PRODUZIONE ZTL-PRO / SANTASANGRE – KOLLATINO UNDERGROUND IN COLLABORAZIONE CON INTEATRO / SCENARI DANZA 2.0, AMAT, CON IL SOSTEGNO DI REGIONE MARCHE –- ASSESSORATO ALLE POLITICHE GIOVANILI E MINISTERO PER LE POLITICHE GIOVANILI E ATTIVITÀ SPORTIVE E IN COLLABORAZIONE CON KILOWATT FESTIVAL
CON IL SOSTEGNO DI AGORÀKAJSKENÈ (AKSÉ – CRONO 2008) E DEMETRA – PRODUZIONI CULTURALI
SPETTACOLO SEGNALATO AL PREMIO TUTTOTEATRO.COM – DANTE CAPPELLETTI 2007

 

Muta ImagoFestival 2008

In Tahrir. Studio sulle tracce di Gihan

In Tahrir. Studio sulle tracce di Gihan parla di una giovane giornalista egiziana nel momento più importante della sua vita, quando in un giorno di primavera la Storia le chiede di fare una scelta: se e come rapportarsi agli eventi che stanno sconvolgendo il suo Paese.
Un racconto istintivo, frammentato e polifonico messo insieme da chi guarda “da Occidente” attraverso le tracce che la ragazza ha lasciato in rete – fotografie, video, suoni, tweet, mail. Con un suggestivo impianto visivo e sonoro, i Muta Imago portano in scena le prospettive, le storie, le speranze, le miserie e le manipolazioni di una primavera di libertà, senza alcuna pretesa di spiegare, commentare, ricostruire la Storia “come propriamente è stata”, ma piuttosto per comprendere meglio dove siamo e da dove guardiamo.

ideazione  Chiara Caimmi, Riccardo Fazi, Claudia Sorace –  regia Claudia Sorace – drammaturgia, suono Riccardo Fazi – direzione tecnica Maria Elena Fusacchia – elaborazione video Luca Brinchi, Maria Elena Fusacchia –  consulenza alla rumoristica Edmondo Gintili – con Chiara Caimmi, Riccardo Fazi –  organizzazione Manuela Macaluso –  produzione Muta Imago – coproduzione Romaeuropa Festival 2013, Regione Lazio, Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport – residenze artistiche Kollatino Underground – Roma, Teatro Quarticciolo – Roma, Teatro di Roma, Inteatro – Polverigi;  uno spettacolo nato all’interno del progetto Wake Up! del Teatro di Roma

Muta ImagoFestival 2013

Not Tony

Non Tony è una commedia, un gioco elaborato che porta ben presto ad ambiguità e fraintendimenti tragicomici. L’artista britannico, con l’aiuto di semplici elementi – un cappello, una barba finta, una parrucca, un paio di occhiali – ci presenta i membri di una famiglia immaginaria, passando da un personaggio all’altro con un ritmo che si fa via via sempre più frenetico. Nello scarto tra un personaggio e l’altro prende corpo, a poco a poco, una nuova identità, un’entità sconosciuta ed aliena, un “avanzo” che non può che essere definito dagli altri come “diverso”.

di e con Gary Stevens – e con Glen Caci – prodotto da Nicky Childs, Artsadmin London – spettacolo commissionato da Home live art, London

Gary StevensFestival 2013