CRIA

In CRIA della coreografa brasiliana Alice Ripoll, la danza si fa eros e si incontra/scontra con il lato “fanciullo” dei danzatori, in un’esplosione di corpi, musica e voci che rendono potente il lavoro. I movimenti sensuali delle danze di strada di Rio de Janeiro nascono da una confluenza tra samba, hip hop e spirito delle favelas, la ricerca della coreografa inventa un nuovo linguaggio profondamente aderente alla composizione sociale e multietnica tipica del Brasile.
Ispirato al Passinho, uno stile di danza urbana di Rio de Janeiro, la performance indaga il concetto di creazione, i suoi modi e le sue possibilità: creare uno spettacolo, creare una nuova tecnica, creare una nuova vita. La danza neonata qui trasforma la violenza dell’attuale contesto brasiliano in potere creativo.

DANZATORI Tiobil Dançarino Brabo, Kinho JP, VN Dançarino Brabo, Nyandra Fernandes, May Eassy, Romulo Galvão, Sanderson Rei da Quebra- deira, Thamires Candida, GB Dançarino Brabo, Ronald Sheik
DISEGNO LUCI Andréa Capella
COSTUMI Raquel Theo
FUNK MUSICAL DIRECTION DJ Pop Andrade
DESIGN Caick Carvalho
VIDEO E FOTO Renato Mangolin
CON IL SUPPORTO DI Centro Coreografico da Cidada Rio de Janeiro, Casa do Jongo, Rafael Machado Fisioterapia

Alice RipollFestival 2019

Invisible habitudes

T.H.E. Dance Company con il nuovo progetto INVISIBLE HABITUDES, del coreografo Kuik Swee Boon, si interroga sulla ricerca di un’identità individuale in un’epoca storica e politica dove l’essere umano è sopraffatto da opinioni, pregiudizi e convinzioni spesso estremi e assoluti. Definire la propria opinione personale e mantenere un’identità individuale diventa una sfida sempre più complessa. In INVISIBLE HABITUDES, il coreografo Kuik Swee Boon esplora queste problematiche attraverso il linguaggio della danza, dove la solidità e la fluidità si intersecano, in un dialogo tra il corpo e il suo ambiente.
La performance è stata creata usando la metodologia del “corpo cavo” della T.H.E. Dance Company, un approccio basato sull’improvvisazione che si concentra sulla relazione tra mente, corpo e cuore, in cui il corpo si fa contenitore vuoto pronto a contenere il mondo dell’individuo. INVISIBLE HABITUDES esprime le autentiche esperienze di ogni danzatore, raccontando la storia di un’identità fluida, intessuta di memoria, infanzia, cultura ed etnia. Ogni corpo è unico e contiene inclusività e compassione come antidoti alla ricerca incessante delle proprie convinzioni a spese degli altri.

DIREZIONE ARTISTICA E COREOGRAFIA Swee Boon Kuik
PERFORMER Anthea Seah, Brandon Khoo, Billy Keohavong, Lynette Lim, Zu You Ng, Klievert Jon Mendoza
COMPOSITORE DELLE MUSICHE ED ESECUZIONE DAL VIVO Yujun Wang
LIGHT DESIGNER Adrian Tan
COSTUMI An Ni Loo
PRODUZIONE T.H.E. Dance Company, Da:ns Festival
IN COLLABORAZIONE CON National Arts Council Singapore, M1 Limited
NELL’AMBITO DEL Progetto CROSSING THE SEA / Programma Boarding Pass Plus del MiBAC

T.H.E Dance CompanyFestival 2019

Outdoor dance floor

La performance OUTDOOR DANCE FLOOR di Salvo Lombardo | Chiasma è pensata come una piattaforma da ballo per spazi non deputati al clubbing, attraverso la quale lo spazio della sala da ballo è reinterpretato sia in spazi teatrali che in spazi non convenzionali come musei, spazi espositivi, foyer, locali commerciali, spazi urbani. Già nei suoi precedenti lavori, il gruppo Chiasma ha individuato nello spazio fisico del music club e nella club culture una dimensione ibrida in cui il ballo e la musica diventano territorio di liberazione dei corpi e occasione per l’affermazione di una “politica” del corpo che trascende convenzioni sociali e di genere. I performer Daria Greco e Salvo Lombardo, tessono i punti di un’azione coreografica basata su una serie di sequenze di movimento imitabili e sostenute dalla relazione con la pulsazione musicale, sonora e visiva di un live set multimediale, dove sonorità più ruvide dalla patina digitale e industriale incontrano l’estetica della musica techno per aprirsi a paesaggi synt pop, tropical, R&B ed innesti sinfonici. Dopo l’azione coreografica dei performer il pubblico sarà invitato ad inserirsi nel flusso dell’azione per esperire, a sua volta, attraverso il ballo, nuove dinamiche relazionali, echi e riverberi del movimento. OUTDOOR DANCE FLOOR vuole incarnare un atto di pura condivisione, socialità e aggregazione di corpi.

IDEAZIONE, COREOGRAFIA E REGIA Salvo Lombardo
PERFORMANCE Daria Greco, Salvo Lombardo
VJ SET Daniele Spanò
DJ SET Bunny Dakota (aka Martina Ruggeri\Industria indipendente)
PRODUZIONE Chiasma, Roma
CON IL SOSTEGNO DI MiBAC – Ministero Beni e Attività Culturali
IN COLLABORAZIONE CON Fondazione Romaeuropa

Salvo LombardoFestival 2019

Re-Body

Un ricordo può attingere a una storia, a un racconto, un vissuto, un’esperienza. Può nascere giocando o facendo sul serio, può appartenere a quello che sei oggi o a chi è stato te nel passato. Esiste qualcosa al di là del nostro controllo che ha creato chi siamo, la nostra vita oggi; o qualche memoria lontana di cui non sempre siamo a conoscenza. Queste memorie ci strutturano e ci modificano, rendono giustizia oppure ci contraddicono. Tutto sedimenta e stratifica: siamo costruzione dei respiri degli altri, vento in tempesta, delle furie mai soffiate, siamo i passi lenti o veloci di chi fu.

COREOGRAFIA E CON Iole La Sala
LUCI Stefano Pirandello
CON IL SOSTEGNO DI Accademia nazionale di Danza, Roma E DI Inteatro Residenze

Iole La SalaFestival 2019

Himalaya drumming

HIMALAYA si ispira alla “Montagna” come archetipo universale del sacro. Dalle più antiche tradizioni simboleggia l’asse che determina le direzioni dello spazio organizzato e collega i tre mondi: divino, umano e infero. HIMALAYA si inserisce in una personale ricerca rivolta ai temi della spiritualità nell’arte, e rappresenta il ritorno della coreografa sulla scena. Un ritorno a casa, all’indagine sul movimento e allo stesso tempo un modo per esplorare nuove pratiche. Questo lavoro riflette su come una coreografia si possa trasformare in un’esperienza ritmica collettiva.
Immersi in un’atmosfera in cui dialogano movimento, luce e suono, sentiamo il richiamo di un “altrove” che a volte riusciamo a raggiungere.

COREOGRAFA E PERFORMER Chiara Frigo
SUONO LIVE Bruce Turri (BATTERIA)
DISEGNO LUCI Moritz Zavan Stoeckle
MUSICA Steve Reich
PRODUZIONE Zebra Cultural Zoo (Venezia)
CO-PRODUZIONE Scenario Pubblico/Cia Zappalà (Catania), Dance Base Edimburgo (UK), Pim Off (Milano), CSC Bassano del Grappa (Vicenza), Centro Nave Santiago del CIle

Chiara FrigoFestival 2019

WRECK – List of extinct species

WRECK – List of extinct species è un progetto che unisce movimento e arti plastiche. Indagando il tema del naufragio, Marullo ci presenta una soft sculpture, una bolla d’aria fluttuante nello spazio che assume forme polimorfe. L’oggetto astratto che ha il ruolo da protagonista nello spettacolo, detiene delle forti forze associative, potrebbe fungere da immagine di un gigante o un colosso, un mostro sotterraneo, oppure, semplicemente una metafora del capitalismo. Le possibilità sono tante. La scultura ha il potere e l’opportunità di ingigantire e rafforzare la fantasia dello spettatore, di riprodurre e moltiplicare le associazioni e gli strati concettuali e dei punti di vista.
L’evocazione e la visione sono il punto nevralgico di questa performance che spinge la materia fisica ad animarsi. Fagocita e sputa corpi il grande mostro nero amplificando l’immaginario e le associazioni libere a diversi livelli concettuali di chi guarda.

IDEAZIONE E COREOGRAFIA Pietro Marullo
CREAZIONE SONORA Jean-Noel-Boisse
LUCI Julie Petite Etienne
SOFT SCULTPURE E COSTUMI Pietro Marullo e Bertrand Nodet
DANZATORI Helena Araujo, Adrien Desbons, Paola Di Bella, Noemi Knecht, Paola Madrid, Anais Van Eycken
CON LA PARTECIPAZIONE DI Marta Bullita, Anna Forzutti, Claudia Gesmundo, Roberto Manca, Noemi Ravot, Martina Rota
PRODOTTO DA Cie Insiemi Irreali
CO-PRODOTTO E SOSTENUTO DA Festival Internazionale Danza Oriente Occidente di Rovereto – Italy, Museo MART di Rovereto e Trento, Théâtre Varia de Bruxelles – Belgio, La COOP asbl and Fédération Wallonie-Bru- xelles – Belgio, Ramdam art centre – Francia, CDC La Briqueterie de Paris – Francia, Théâtre Marni de Bruxelles – Francia, TanzHaus of Zurich – Svizzera e con il supporto finanziario del the Belgian Taxe Shelter, Wallonie-Bruxelles-International and CO.CO.F. de Belgique

Pietro Marullo | Insiemi Irreali CompanyFestival 2019

Perhaps all the dragons

Trenta storie, trasformate in altrettanti monologhi video con una costruzione drammaturgica che crea coerenza fra loro. La durata di ogni intervento sarà esattamente la stessa. Diverse interazioni avverranno in vari momenti. I registi Bart Baele e Yves Degryse hanno incontrato persone, fatti, aneddoti, avventure, intrighi e pensieri interessanti. I temi emersi da queste storie sono eclettici: da ipotesi filosofiche, al dettaglio scientifico fino agli aneddoti, ecc. Una grande struttura ovale sul cui perimetro sono montati 30 schermi/storie, ospita 30 spettatori. Per la prima volta ad Ancona il gruppo belga acclamato in tutta Europa con un’istallazione teatrale esteticamente irresistibile e dai contenuti intelligenti.

IDEAZIONE BERLIN (Bart Baele, Yves Degryse)
COLONNA SONORA E MIXING Peter Van Laerhoven
TESTO Kirsten Roosendaal, Yves Degryse, Bart Baele
CAMERA Geert De Vleesschauwer
ADATTAMENTO Bart Baele, Geert De Vleesschauwer, Yves Degryse
SCENOGRAFIA BERLIN, Manu Siebens
DIREZIONE TECNICA Robrecht Ghesquière
PRODUZIONE BERLIN
iN COPRODUZIONE CON Deutsches Schauspielhaus Hamburg [DE], Kunstenfestivalde- sArts [Bruxelles – BE], le CENTQUATRE [Parigi – FR], Dublin Theatre Festival [IE], Centrale Fies [Dro – IT], Noorderzon Performing Arts Festival [Gronin- gen – NL], La Bâtie – Festival de Genève [CH], Zomer van Antwerpen [BE]
PROGETTO COPRODOTTO DA NXTSTP, CON IL SUPPORTO DEL Programma Cultura dell’Unione Europea e ONDA – Office national de diffusion artistique
BERLIN È ARTISTA ASSOCIATO A CENTQUATRE [Parigi – FR] CON IL SUPPORTO DEL Governo Fiammingo

BerlinFestival 2019

FOOD può contenere tracce di…

Un’esperienza sensoriale e partecipata con al centro il cibo e il nostro sempre più articolato rapporto con il mangiare. Questo è quello che Luca Silvestrini e Orlando Gough volevano realizzare e che, dopo mesi di ricerca e di prove, è diventato May Contain Food. Non avevano però previsto le tante questioni e gli ambiti tematici che mano a mano venivano affiorando e che toccavano nel profondo le esperienze e le sensibilità. Ad un certo punto questa seppur piacevole e leggera serata, seduti ad un tavolo tra un assaggio e l’altro, è diventata un modo per raccontare storie, esperienze ed attitudini in grado di provocare emozioni e ricordi tra il pubblico/ospite. FOOD è la versione italiana del duetto May Contain Food, May Contain You, creato a un anno di distanza dal pezzo originale. Questa versione a due scaturisce dal desiderio di portare un progetto come questo in spazi non necessariamente teatrali, in una dimensione più intima e conviviale.

CREATO DA Luca Silvestrini e Orlando Gough
PERFORMER Simone Donati e Virginia Scudeletti
CON LA PARTECIPAZIONE DI Serena Martarelli
MUSICA ORIGINALE Orlando Gough
REGIA E COREOGRAFIA Luca Silvestrini
SCENE E COSTUMI Yann Seabra
DISEGNO LUCI Jackie Shemesh
PRODUZIONE MARCHE TEATRO / Protein

Luca Silvestrini e Orlando GoughFestival 2019

La camera du Roi

Un re, una telecamera, uno schermo gigante. Un uomo solo, ossessionato dalla necessità di essere ammirato, amato, osservato e allo stesso tempo imprigionato da uno sguardo che non si spegne mai. Proprio l’esplorazione dello sguardo è uno dei temi principali di questo lavoro. Lo schermo, da un lato, offre al performer un duplicato di sé permettendogli di occupare ancora più spazio nella cornice del palcoscenico, dall’altra grazie alla sua dimensione, brillantezza, velocità e punto di vista privilegiato, gli ruba la scena, costringendolo a un’impossibile lotta contro se stesso. Cindy si cimenta in un’impresa al limite del possibile: creare un film in diretta con l’illusione di un montaggio. Con le mani davanti all’obbiettivo taglia le immagini, le sfoca in una sorta di filtro “instagram” fatto in casa, accelera o rallenta e diventa a sua volta un oggetto coreografico. Al pubblico si propone una scelta: lasciarsi andare all’illusione guardando lo schermo oppure seguire l’azione dal vivo, godendosi quindi lo spettacolo senza filtri. C’è una terza scelta, ovvero tentare di assorbire tutto, inclusa la relazione di potere che si instaura tra i vari elementi scenografici. Chi è a controllare lo show? È il danzatore coreografo? È la camerawoman? È il re sullo schermo? È la telecamera stessa?
Per quanto riccamente vestito, il re è sempre nudo allo sguardo dell’innocente.

COREOGRAFIA Andrea Costanzo Martini
DIREZIONE ARTISTICA Andrea Costanzo Martini – Cindy Séchet
LUCI Yoav Barel
DRAMMATURGIA Yael Biegon – Citron
COSTUMI Idan Lederman
PERFORMER Andrea C. Martini – Cindy Séchet
VIDEO Cindy Séchet
MUSICHE Binya Reches, J.S. Bach, Aphex Twins, Andrea Costanzo Martini, Britney Spears, Laura Pausini
RIPETITORE Melanie Barson
PRODUTTORE Hila Gamily
coproduttori MARCHE TEATRO, Charleroi Danse, Associazione Cult. Van, Balletto Teatro di Torino / Motori di Ricerca, Choreographisces Zentrum Heidelberg
CON IL SUPPORTO DI Piemonte dal Vivo, Avshalom Pollack Dance Theater
RINGRAZIAMENTO SPECIALe A Chiara Castellazzi
PROMOTRICE DEL PROGETTO MOTORI DI RICERCA DAL QUALE IL LAVORO HA PRESO INIZIO Enzo Pezzella e Enrico Pitozzi

Andrea Costanzo Martini e Cindy SéchetFestival 2019

Unlock

Dispositivo di controllo: “qualunque cosa abbia in qualche modo la capacità di catturare, orientare, determinare, intercettare, modellare, controllare e assicurare i gesti, le condotte, le opinioni e i discorsi degli esseri viventi” (G. Agamben)

Due corpi femminili in assenza di equilibrio: la postura è instabile, la voce non trova il suo tono naturale, il respiro è limitato, costretto dai lacci di un corsetto. Due donne in bilico tra il tentativo di raggiungere un modello estetico, e il riconoscere che questo stesso modello è un’imposizione culturale e sociale.
Attraverso un percorso di riappropriazione e di scoperta del ventre e della voce, tutto il corpo si contagia, il suono si amplifica e accompagna questo processo di riconquista. Un tentativo di esplosione energica e liberatoria, che cerca di eludere lo stereotipo.
E’ possibile resistere agli attacchi dei dispositivi? Possono degli spazi conquistati di libertà sfuggire al controllo?

DA UN’IDEA DI Anna Basti
ELABORAZIONE E MESSA IN SCENA Anna Basti e Chiara Caimmi
CON Anna Basti e Chiara Caimmi
DIREZIONE TECNICA E DISEGNO LUCI Maria Elena Fusacchia
COLLABORAZIONE TECNICA Chiara Kadia Baston
MUSICHE ORIGINALI DI Iva Stanisic // Yva & the toy george
SUPPORTO TECNOLOGICO DI Alessandro Petrone e Francesco Castrovilli
CON IL SOSTEGNO DI Inteatro Residenze – Centrale Fies – KOMM TANZ/Teatro Cartiera residenze Compagnia Abbondanza/Bertoni
IN COLLABORAZIONE CON IL Comune di Rovereto

Anna Basti e Chiara CaimmiFestival 2019