Perhaps all the dragons

Trenta storie, trasformate in altrettanti monologhi video con una costruzione drammaturgica che crea coerenza fra loro. La durata di ogni intervento sarà esattamente la stessa. Diverse interazioni avverranno in vari momenti. I registi Bart Baele e Yves Degryse hanno incontrato persone, fatti, aneddoti, avventure, intrighi e pensieri interessanti. I temi emersi da queste storie sono eclettici: da ipotesi filosofiche, al dettaglio scientifico fino agli aneddoti, ecc. Una grande struttura ovale sul cui perimetro sono montati 30 schermi/storie, ospita 30 spettatori. Per la prima volta ad Ancona il gruppo belga acclamato in tutta Europa con un’istallazione teatrale esteticamente irresistibile e dai contenuti intelligenti.

IDEAZIONE BERLIN (Bart Baele, Yves Degryse)
COLONNA SONORA E MIXING Peter Van Laerhoven
TESTO Kirsten Roosendaal, Yves Degryse, Bart Baele
CAMERA Geert De Vleesschauwer
ADATTAMENTO Bart Baele, Geert De Vleesschauwer, Yves Degryse
SCENOGRAFIA BERLIN, Manu Siebens
DIREZIONE TECNICA Robrecht Ghesquière
PRODUZIONE BERLIN
iN COPRODUZIONE CON Deutsches Schauspielhaus Hamburg [DE], Kunstenfestivalde- sArts [Bruxelles – BE], le CENTQUATRE [Parigi – FR], Dublin Theatre Festival [IE], Centrale Fies [Dro – IT], Noorderzon Performing Arts Festival [Gronin- gen – NL], La Bâtie – Festival de Genève [CH], Zomer van Antwerpen [BE]
PROGETTO COPRODOTTO DA NXTSTP, CON IL SUPPORTO DEL Programma Cultura dell’Unione Europea e ONDA – Office national de diffusion artistique
BERLIN È ARTISTA ASSOCIATO A CENTQUATRE [Parigi – FR] CON IL SUPPORTO DEL Governo Fiammingo

BerlinFestival 2019

Berlin

Il collettivo artistico Berlin approccia ogni lavoro con strumenti differenti, costante è solo lo sguardo documentaristico e la scelta di prendere sempre una città o una regione del mondo come punto di partenza. Lo stesso nome della compagnia, Berlin, nasce dalla decisione di chiamare così quello che sarà l’ultimo progetto prima dello scioglimento del collettivo. I loro spettacoli sono “esperienze” che si fatica a categorizzare, non sono solo teatro, né pura installazione, non sono solo cinema nonostante il frequente utilizzo di schermi, ma sono teatro sociale, installazione antropologica e molto altro ancora, il tutto realizzato come una docu-fiction.

Partecipa a Inteatro Festival nell’edizione del 2019 con Perhaps all the dragons

FOOD può contenere tracce di…

Un’esperienza sensoriale e partecipata con al centro il cibo e il nostro sempre più articolato rapporto con il mangiare. Questo è quello che Luca Silvestrini e Orlando Gough volevano realizzare e che, dopo mesi di ricerca e di prove, è diventato May Contain Food. Non avevano però previsto le tante questioni e gli ambiti tematici che mano a mano venivano affiorando e che toccavano nel profondo le esperienze e le sensibilità. Ad un certo punto questa seppur piacevole e leggera serata, seduti ad un tavolo tra un assaggio e l’altro, è diventata un modo per raccontare storie, esperienze ed attitudini in grado di provocare emozioni e ricordi tra il pubblico/ospite. FOOD è la versione italiana del duetto May Contain Food, May Contain You, creato a un anno di distanza dal pezzo originale. Questa versione a due scaturisce dal desiderio di portare un progetto come questo in spazi non necessariamente teatrali, in una dimensione più intima e conviviale.

CREATO DA Luca Silvestrini e Orlando Gough
PERFORMER Simone Donati e Virginia Scudeletti
CON LA PARTECIPAZIONE DI Serena Martarelli
MUSICA ORIGINALE Orlando Gough
REGIA E COREOGRAFIA Luca Silvestrini
SCENE E COSTUMI Yann Seabra
DISEGNO LUCI Jackie Shemesh
PRODUZIONE MARCHE TEATRO / Protein

Luca Silvestrini e Orlando GoughFestival 2019

Orlando Gough

Orlando Gough compone musica principalmente per opere teatrali (opera, teatro, danza, spettacoli musicali), ma crea anche grandi lavori di site-specific. Ha composto per Rambert, il Royal Ballet, Siobhan Davies Dance, Shobana Jeyasingh Dance Company e il Dutch National Ballet. Altri lavori includono la community opera Imago per il festival di Glyndebourne; l’opera Road Rage per Garsington Opera; il site-specic Foghorn Requiem; l’ampia opera corale Stemmer per il Bergen Festival; l’opera corale The Observatory (Norfolk and Norwich Festival); la musica per il King John (Globe Theatre), Bakkhai e Mr Burns (Almeida Theatre), As You Like It (National Theatre) e Dr Faustus (Royal Shakespeare Company). Ha inoltre composto per la cerimonia di chiusura di Stavanager European Capital of Culture, per l’evento di apertura di Linz European Capital of Culture e per la riapertura del Coliseum a Londra.

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Luca Silvestrini

Luca Silvestrini, originario di Jesi (An), si laurea al DAMS di Bologna e nel 1995 si trasferisce a Londra per completare gli studi di danza al Laban Centre (oggi Trinity Laban). Nel 1997 da avvio alla compagnia Protein, che co-dirige con Bettina Strickler fino al 2004. Come direttore artistico della Protein, è conosciuto per il suo accessibile ma provocatorio stile di teatro danza, caratterizzato da un’attenta analisi della quotidianità. Contraddistintosi per aver realizzato memorabili danze di massa, tra le quali la Big World Dance a Trafalgar Square nel 2010, e per creazioni multi-generazionali a livello internazionale, Luca viene spesso invitato ad insegnare e a parlare del suo lavoro nell’ambito della danza di comunità, sia in Inghilterra che all’estero. Oltre alle creazioni per la Protein, Luca ha coreografato per la Royal Opera House, Transitions Dance Company, CandoCo, Bare Bones, Intoto, From Here To Maturity, Company of Elders at Sadler’s Wells, Sankalpalm, HeadSpace Dance, Verve e Sardoville. Nel campo dell’opera e del teatro ha lavorato con English National Opera, Theatre Rites, Royal Court Theatre, Duckie e Youth Music Theatre UK. Tra i premi riconosciutogli, il Jerwood Choreography Award, il Bonnie Bird New Choreography Award e il The Place Prize 2006 Audience Award.

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La camera du Roi

Un re, una telecamera, uno schermo gigante. Un uomo solo, ossessionato dalla necessità di essere ammirato, amato, osservato e allo stesso tempo imprigionato da uno sguardo che non si spegne mai. Proprio l’esplorazione dello sguardo è uno dei temi principali di questo lavoro. Lo schermo, da un lato, offre al performer un duplicato di sé permettendogli di occupare ancora più spazio nella cornice del palcoscenico, dall’altra grazie alla sua dimensione, brillantezza, velocità e punto di vista privilegiato, gli ruba la scena, costringendolo a un’impossibile lotta contro se stesso. Cindy si cimenta in un’impresa al limite del possibile: creare un film in diretta con l’illusione di un montaggio. Con le mani davanti all’obbiettivo taglia le immagini, le sfoca in una sorta di filtro “instagram” fatto in casa, accelera o rallenta e diventa a sua volta un oggetto coreografico. Al pubblico si propone una scelta: lasciarsi andare all’illusione guardando lo schermo oppure seguire l’azione dal vivo, godendosi quindi lo spettacolo senza filtri. C’è una terza scelta, ovvero tentare di assorbire tutto, inclusa la relazione di potere che si instaura tra i vari elementi scenografici. Chi è a controllare lo show? È il danzatore coreografo? È la camerawoman? È il re sullo schermo? È la telecamera stessa?
Per quanto riccamente vestito, il re è sempre nudo allo sguardo dell’innocente.

COREOGRAFIA Andrea Costanzo Martini
DIREZIONE ARTISTICA Andrea Costanzo Martini – Cindy Séchet
LUCI Yoav Barel
DRAMMATURGIA Yael Biegon – Citron
COSTUMI Idan Lederman
PERFORMER Andrea C. Martini – Cindy Séchet
VIDEO Cindy Séchet
MUSICHE Binya Reches, J.S. Bach, Aphex Twins, Andrea Costanzo Martini, Britney Spears, Laura Pausini
RIPETITORE Melanie Barson
PRODUTTORE Hila Gamily
coproduttori MARCHE TEATRO, Charleroi Danse, Associazione Cult. Van, Balletto Teatro di Torino / Motori di Ricerca, Choreographisces Zentrum Heidelberg
CON IL SUPPORTO DI Piemonte dal Vivo, Avshalom Pollack Dance Theater
RINGRAZIAMENTO SPECIALe A Chiara Castellazzi
PROMOTRICE DEL PROGETTO MOTORI DI RICERCA DAL QUALE IL LAVORO HA PRESO INIZIO Enzo Pezzella e Enrico Pitozzi

Andrea Costanzo Martini e Cindy SéchetFestival 2019

Cindy Séchet

Cindy Sechet è un’artista video formata all’ISAC (Istituto superiore di arti e coreografie di Bruxelles). Ha inoltre conseguito una laurea in cinema e montaggio alla Sorbonne Nouvelle (Parigi) e un master in “cinema documentario” presso La Fémis (Parigi). Nel 2015 ha diretto un primo film documentario intitolato “AVEC LES GENS DE CHEZ MOI”, girato durante un processo di creazione coreografica. Attualmente sta lavorando alla stesura di un secondo film documentario sul ruolo del corpo degli uomini nel mondo del lavoro, co-diretto dal videografo e fotografo Fanny Vandecandelaere.
Parallelamente al progetto “La camera du Roi”, collabora anche con Stéphane Menti per la creazione di uno spettacolo dal titolo “La salle des fêtes” che mescola video, coreografia e performance.

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Unlock

Dispositivo di controllo: “qualunque cosa abbia in qualche modo la capacità di catturare, orientare, determinare, intercettare, modellare, controllare e assicurare i gesti, le condotte, le opinioni e i discorsi degli esseri viventi” (G. Agamben)

Due corpi femminili in assenza di equilibrio: la postura è instabile, la voce non trova il suo tono naturale, il respiro è limitato, costretto dai lacci di un corsetto. Due donne in bilico tra il tentativo di raggiungere un modello estetico, e il riconoscere che questo stesso modello è un’imposizione culturale e sociale.
Attraverso un percorso di riappropriazione e di scoperta del ventre e della voce, tutto il corpo si contagia, il suono si amplifica e accompagna questo processo di riconquista. Un tentativo di esplosione energica e liberatoria, che cerca di eludere lo stereotipo.
E’ possibile resistere agli attacchi dei dispositivi? Possono degli spazi conquistati di libertà sfuggire al controllo?

DA UN’IDEA DI Anna Basti
ELABORAZIONE E MESSA IN SCENA Anna Basti e Chiara Caimmi
CON Anna Basti e Chiara Caimmi
DIREZIONE TECNICA E DISEGNO LUCI Maria Elena Fusacchia
COLLABORAZIONE TECNICA Chiara Kadia Baston
MUSICHE ORIGINALI DI Iva Stanisic // Yva & the toy george
SUPPORTO TECNOLOGICO DI Alessandro Petrone e Francesco Castrovilli
CON IL SOSTEGNO DI Inteatro Residenze – Centrale Fies – KOMM TANZ/Teatro Cartiera residenze Compagnia Abbondanza/Bertoni
IN COLLABORAZIONE CON IL Comune di Rovereto

Anna Basti e Chiara CaimmiFestival 2019

Anna Basti e Chiara Caimmi

Anna Basti e Chiara Caimmi incrociano i loro percorsi artistici nel 2012, collaborando come performers con la compagnia teatrale Muta Imago.
Dal 2016 cominciano a lavorare insieme, accomunate dal desiderio di indagare la realtà attraverso il corpo.
Questa indagine prende la prima forma nel progetto di ricerca Relax_nothing is under control, uno studio sugli effetti dei dispositivi di controllo sui corpi (in residenza a Macao_Milano, ex Asilo Filangieri_Napoli e presentato nella rassegna Cikorea presso Carrozzerie Not_Roma).
Nel 2018 gli stessi temi convogliano nel successivo progetto: Unlock, ad oggi in fase di costruzione (con il sostegno di Inteatro Festival, Centrale Fies e KOMM TANZ/Teatro Cartiera residenze Compagnia Abbondanza/Bertoni in collaborazione con il Comune di Rovereto).
Parallelamente Anna a Chiara avviano una condivisione ed apertura delle tematiche e delle pratiche coinvolte nelle loro ricerche, attraverso il percorso laboratoriale Unlocking.

Partecipano a Inteatro Festival nell’edizione del 2019 con Unlock

Harleking

HARLEKING è un demone dall’identità ambigua e multipla.
Ricorda l’Arlecchino della Commedia dell’arte, un servo furbo mosso dalle inclinazioni più animali e un’inappagabile fame. Il linguaggio di HARLEKING ha una specifica qualità ipnotica in cui i contenuti, spesso estremi ed opposti, si fondono in un sistema metamorfico fluido in cui tutto può accadere, ma che tutto confonde.
Affiora il ricordo di un’antica decorazione muraria, la Grottesca, in cui figure mostruose emergono e si confondono tra eleganti volute ornamentali. Figure grottesche, capaci di muovere il riso pur senza rallegrare.

DI E CON Ginevra Panzetti, Enrico Ticconi
SOUND DESIGN Demetrio Castellucci
LIGHT DESIGN Annegret Schalke
DIREZIONE TECNICA Paolo Tizianel
COSTUMI Ginevra Panzetti, Enrico Ticconi
PROMOZIONE Marco Villari
VIDEO Ettore Spezza
ILLUSTRAZIONI E GRAFICA Ginevra Panzetti
CON IL SOSTEGNO DI VAN (IT) // Tanzfabrik, Berlin (DE) // PACT Zollverein, Essen (DE) // NAOcrea – Ariella Vidach AiEP, Milano (IT) // KommTanz – Compagnia Abbondanza/Bertoni, Rovereto (IT) // L’arboreto – Teatro Dimora, Mondaino (IT) // AtelierSì, Bologna (IT) // C.L.A.P.Spettacolo- dalvivo, Brescia (IT)
ALTRI SUPPORTI Cronopios – Teatro Petrella, Longiano (IT) // Vera Stasi – Progetti per la Scena, Tuscania (IT) // Network Anticorpi XL (IT) 2018
PROGETTO SELEZIONATO NELL’AMBITO DI MARCHE TEATRO – Inteatro Festival Call

Ginevra Panzetti e Enrico TicconiFestival 2019