Camminare in uno spazio tra linee

Camminare in mezzo ad uno spazio fra linee è uno tsubo: uno dei 361 punti localizzati sul derma e collegati attraverso il sistema neurovegetativo a uno o più organi interni, in quel tessuto di terminazioni nervose che è il corpo umano.
Camminare in mezzo ad uno spazio fra linee si trova tra il primo e il secondo dito del piede, al principio del canale del fegato.
Il fegato é un generale ben organizzato, un maestro illuminato che dirige la distribuzione delle idee e sottomette l’energia in eccesso.
Se lo spirito non può essere udito con le orecchie allora esso non può essere espresso con la bocca; soltanto il corpo può esprimere tutto ciò che può essere considerato.
Per una sospensione del tempo.
Per una condivisione di pratiche collettiva. Per una contaminazione della presenza. Per un farsi corpo.
Esercizi di linkaggio:
spazio compreso tra 4 colonne / Apollo / far marciare / infanti paffuti / maestro e allievo

azione performativa site specific e time specific ricerca parte del progetto “Benvenuto Umano”

Concept e regia Francesca Pennini
Dramaturg Angelo Pedroni
Co-produzione CollettivO CineticO, Inteatro Festival

Festival 2017CollettivO CineticO

Il giardino delle delizie

Ne Il giardino delle delizie Corsetti parla della natura ed in particolare della natura umana. Rapporti naturali, parentela, attrazione, repulsione, somiglianza, dissimiglianza, tutto ciò che naturalmente si prova ed accade nel rapportarsi con il mondo esterno a noi viene esplorato in questo spettacolo che evidenzia in definitiva l’impossibilità di appartenere a luoghi, cose o persone.
Attraverso una trama primaria, e dei personaggi che cercano di disegnarsi un’interiorità impossibile, il racconto parte da un’interno, luogo dei rapporti familiari e della somiglianza, il centro del dramma, e arriva al mare, luogo della dispersione e della perdita. La vicenda si compie nel corso di una lunga notte, in una atmosfera rarefatta ed onirica, coinvolgendo personaggi enigmatici come “quello che non sa iniziare”, “la ragazza che non riesce mai a partire”, “il profugo”, in uno spettacolo sullo spaesamento e l’allontanamento come esperienza costante.

Di Giorgio Barberio corsetti
Con Gabriele benedetti, Milena Costanzo, Alessandra Lanza, Federica Santoro, Tonino taiuti
Musiche originali di Daniel Bacalov
Scenografia Giorgio Barberio corsetti e mariano lucci
Disegno luci di Stefano Pirandello
Regia Coproduzione compagnia Giorgio Barberio corsetti – crt Milano
In collaborazione con Taormina arte

Festival 1991Giorgio Barberio Corsetti

D.V.A. (Dudoso Valor Artistico)

Originale fusione di teatro di strada e danza contemporanea.
La maestria della coreografa Sol Picò e la creatività esuberante della compagnia teatrale La Danaus fomrano una perfetta simbiosi per uno spettacolo di strada grintoso, ricco e coinvolgente per la grande varietà di elementi ed effetti, divertente per interpretazione e personaggi, corrosiva nel contenuto. DVA si articola attraverso una parata per le strade di Polverigi con spettacolo finale nella piazza dove, al ritmo della musica dal vivo, si realizza un rituale coreografico con 4 ballerine, 4 attori ed una struttura semovente alta 5 metri realizzata dall’artista Oscar De Paz.

AUTORI SOL PICÓ E KIKE BLANCO
COREOGRAFIA E REGIA SOL PICÓ E KIKE BLANCO
INTERPRETI ROBERTO GÓMEZ, KIKE BLANCO, DAVID CLIMENT, JOAN MANRIQUE, MARIBEL MARTINEZ, SONIA GONZÁLEZ
MUSICA MIREIA TEJERO, CARLOS LOPEZ
TECNICI DI SCENA BEATRIZ GONÁLEZ, CRISTINA TASCÓN

Festival 2001Sol Picò / La Danaus

Il brutto @natroccolo

“Abbiamo scelto una modalità multimediale per dare corpo alla storia del brutto anatroccolo e alle sue voci. Pertanto attraverso una scenografia virtuale costituita da immagini elaborate al computer e proiettati dall’alto su un pavimento di linoleum, il danzatore attore Alessandro Certini non interagirà solo con le parol, ma agirà la favola con il movimento della danza contemporanea, con la musica dal vivo e alcuni oggetti di scena, così da articolare la percezione di ciò che si ritiene “naturale” e contattare l’immaginario attraverso un percorso analogico. L’intento complessivo è sperimentare come una serie di linguaggi contemporanei siano strumenti necessari e privilegiati per interagire con il mondo dei bambini di oggi e riescano ad accompagnarli non solo sui percorsi antichi ma anche su quelli che ai nostri giorni stanno attraversando le favole.”

regia Francesco Gandi, Davide Venturini
liberamente tratto dalla fiaba di Hans Christian Andersen
con Alessandro certini
musiche spartaco cortesi
scenen livia cortesi
elaborazioni multimediali Federico bucalossi, elsa Mersi
cura dei testi Stefania Zampina

 

Festival 2002TPO

Doma

La figura che appare indossa un codice di condotta, un cifrario di portamenti fondati sull’assetto fisico e sul movimento equino. La disciplina impone un’attitudine particolare, una flessione degli arti inferiori e una deformazione del cammino. Il modello spastico, l’equinismo sviluppa andature in sequenze libere d’impulsi e cadenze ritmiche del passo. La specificità della modulazione sottomette la figura ad un atteggiamento determinato ed elegante.
Il rigore stilistico a cui si aderisce abbandona la rappresentazione mimetica dell’esercizio attraverso un dominio, un controllo distillato dei singoli pezzi, arti animati. La figura si presenta divisa, frazionata, separata in parti. Il giogo del tempo e il movimento isolato dell’arto, qui, sintetizzano la realtà per generare segni, linee, materia. La considerazione titola una forma animale e non l’animale come forma.
Il motore di queste azioni ha origine nella somiglianza più profonda, in un tratto distintivo che fa ritrovare o emergere dalla figura umana il suo spirito animale. Non interessano combinazioni di forme eccentriche, stravaganti ma fatti comuni all’uomo e all’animale.
Il suono parla della figura e la figura parla del suono. Nelle due tracce non c’è unione, l’immagine s’incurva e si flette sotto i rispettivi pesi.

ideato ed espresso da_Sonia Brunelli
Prodotto in collaborazione con: Inteatrofestival, Cango-Cantieri Goldonetta Firenze, Drodesera > Centrale Fies, Xing (l’azione è partecipante al concorso GD’A 05/06)

 

Sonia BrunelliFestival 2006

Mercan Dede

Mercan Dede è nato in Turchia, ma è in Canada, sua seconda patria, che ha sviluppato la propria arte. Da Istanbul a Saskatoon, Mercan Dede porta con sè i contrasti della cultura di migrante, fondendo nella sua arte le tradizioni medio-orientali, le avanzate tecniche elettroniche, la sapienza sufi e lo stile tribal-house.
Debutta come Mercan Dede (dede in turco significa nonno) nel 1987 col suo primo album Sufi dreams e si stabilisce poi a Montreal dove studia e poi insegna al Concordia College. Forma il suo primo gruppo nel 1997 e pubblica Journeys of a Dervish (Golden Horn, 1999), Seyahatname (Doublemoon, 2001) e Nar (Doublemoon, 2002).
Seguono documentari, concerti, trasmissioni televisive e collaborazioni con danzatori e attori. Come Mercan Dede e come Dj Arkin Allen ha presenziato a manifestazioni importanti in tutto il mondo.
Dede è stato nominato dal Ministero della Cultura Turco direttore musicale del Guldestan Project, destinato a rappresentare la cultura e l’arte turca nel mondo.

Partecipa a Inteatro Festival nell’edizione 2008 con Secret tribe in concerto

Edward Karow Wilson

Edward Karow Wilson, regista e performer, è nato a Birmingham, in Alabama (USA) nel 1988.
Conseguita la laurea in regia teatrale presso l’Università di Montevallo, attualmente lavora come direttore artistico della sua compagnia, LoKa Theatre.
Nel 2012 Edward Karow Wilson è stato selezionato tra i partecipanti di IFA – InteatroFestival Academy 2012, il programma di perfezionamento artistico e ricerca di Inteatro.

Partecipa a Inteatro Festival nell’edizione 2012 con The hallway

Un’ottima lettera

un’ottima lettera nasce nel gennaio 2007. Nello stesso anno la compagnia è invitata per una residenza di sei mesi presso il Teatro Comandini di Cesena, dove crea il lavoro Lalla Papillae. Nel luglio 2009, nel programma Immensa al 39° Festival di Stantarcangelo, viene presentato Pompa Pulveris, ripreso l’anno successivo per Inteatro Festival; ad agosto 2011 debutta il loro terzo lavoro, O Splendor Pudicitiae, nell’ambito di Amo La Mole 2011.
Dal 2011 collabora con il centro Inteatro, che sostiene la produzione del progetto De Plaga Cordis, selezionato da Meridians, rete europea dedicata alle arti performative in spazi non convenzionali. La compagnia fa inoltre parte di “Matilde. Piattaforma per la nuova scena marchigiana”, un progetto di Regione Marche/Assessorato ai Beni e Attività Culturali AMAT.

Partecipa a Inteatro Festival nel 2010 con Pompa Pulveris e nel 2012 con De plaga cordis e Colloquio di Monos e Una (Imposta Fabbricazione Spiriti)