Tijuana_La democrazia in Messico 1965-2015

Cosa significa democrazia in Messico oggi, se 50 milioni di persone vivono con il salario minimo?
Cosa ci aspettiamo dalla democrazia? Cosa ci aspettiamo dalla politica?
L’economia condiziona profondamente sia la politica sia le nostre attese. Partendo da queste premesse, il regista della compagnia messicana Lagartijas tiradas al sol Gabino Rodríguez ha assunto per 6 mesi l’identità di Santiago Ramírez, operaio a salario minimo in una fabbrica di Tijuana (bassa California). Lo spettacolo racconta la sua esperienza dando vita ad  teatro documentario vissuto in prima persona.

Un progetto di: Lagartijas tiradas al sol | Con: Gabino Rodríguez | Co-direzione: Luisa Pardo | Disegno luci: Sergio López Vigueras | Video: Chantal Peñalosa | Isadora: Carlos Gamboa | Consulenza artistica: Francisco Barreiro
Produzione: Lagartijas tiradas al sol, Marche Teatro | In collaborazione con: Festival Belluard Bollwerk International

Lagartijan tiradas al solFestival 2016

Vocazione all’asimmetria

Dice Emmanuel Lèvinas che nel semplice incontro di un uomo con l’Altro si gioca l’essenziale,l’assoluto: nella manifestazione, nell’ epifania del Volto dell’altro scopro che il mondo è mio nella misura in cui posso condividerlo con l’Altro. Da questa tensione, da questa impossibilità di sottrarsi all’Altro, che il filosofo lituano chiama “asimmetria”, prende origine e si sviluppa il nuovo lavoro di Francesca Foscarini. I due danzatori,  accompagnano lo spettatore in una visione attiva e partecipata di una continua trasformazione di identità e di ruoli  e attraverso lo sguardo, la voce, il farsi e il disfarsi della danza, svela, nasconde, rivela quell’alterità che sempre si cerca, che sempre ci sfugge.

Progetto di Francesca Foscarini |  creato e interpretato da Francesca Foscarini e Andrea Costanzo Martini | disegno luci e cura della tecnica Luca Serafini | musiche originali Andrea Cera | accompagnamento alla ricerca Chiara Bortoli | produzione VAN in coproduzione con 3 Bis F Lieu d’Arts Contemporains Aix En Provance (FR), Centro per la Scena Contemporanea di Bassano del Grappa (IT), Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee (IT), La Briqueterie (FR), Les Brigittines (BE), MASDANZA The International Contemporary Dance Festival of the Canary Islands & Sala Insular de Teatro-Cabildo de Gran Canaria (ES), Uovo e Next Laboratorio per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo – Edizione 2015 (I), Tanzhaus Zürich (CH), TripSpace Projects London (UK) | con il sostegno di Istituto Italiano di Cultura Madrid (ES), Istituto Italiano di Cultura di Londra (UK), Yasmeen Godder Studio Jaffa Tel-Aviv (IL), MiBACT – Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Francesca FoscariniFestival 2016

La posibilidad que desaparece frente al paisaje

La posibilidad que desaparece frente al paisaje è uno spettacolo da leggere e da osservare. Pensato come un libro aperto, vi si descrive un mondo pieno di atmosfere, pensieri e memorie.
Dieci paesaggi estetici che portano gli spettatori verso i territori più violenti e oscuri della mente umana, dove si parla di personalità famose e distinte, feticci culturali come Michel Houellebecq, Paul B. Preciado, Spencer Tunick o Zygmunt Bauman, così come di gente anonima che condivide il tempo presente.
La posibilidad que desaparece frente al paisaje è organizzato come un modellino sottile e inoffensivo, una stanza dei giochi dove quattro persone trascendono il senso delle proprie azioni. Lo spettacolo confonde le funzioni del comportamento abituale per disegnare una mappa composta da immagini estetiche, dietro la quale si cela il terreno selvaggio della mente, un territorio pieno di perversione e paura e dove le leggi morali sono ancora deboli.

Concept: El Conde de Torrefiel | Direzione e drammaturgia: Tanya Beyeler e Pablo Gisbert | Testo: Pablo Gisbert | Consulenza drammaturgica: Roberto Fratini | Scenografia: Jorge Salcedo e Oriol Pont | Disegno sonoro: Adolfo García | Musica: Rebecca Praga | Coreografia: Amaranta Velarde | Con: Albert Pérez, Nicolás Carbaial, Tirso Orive, David Mallols | Luci: Octavio Más | Co-produzione: Teatro Pradillo-El lugar sin límites, Graner Espai de Creació, Festival TNT Terrassa | Con il supporto di: Programa Iberescena, Antic Teatre-Adriantic, La Fundición de Bilbao, ICEC Generalitat de Catalunya, INAEM-Ministerio de Cultura

El Conde de TorrefielFestival 2016

L’isola di Bouvet

L’isola di Bouvet è un manuale di sopravvivenza per giovani danzatori su isole deserte, un kit di sequenze e codici segreti tramandabili all’infinito, a nuovi coloni, su nuove terre. Lo spettacolo è il risultato di un lavoro che Marco D’Agostin e 4 giovani danzatori e danzatrici locali hanno condiviso per una settimana, simulando le condizioni di un’ isola remota: allo spettatore, che pure non assiste al processo, viene restituito un lungo rituale, esatto e misterioso nel suo svolgersi, compiuto nella struttura ma costantemente aperto su un vuoto, un dubbio, una domanda.

Un progetto di Marco D’Agostin | con quattro giovani interpreti marchigiane | musica originale Paolo Persia | consulenza drammaturgica Alessandro Sciarroni | assistenza alla coreografia Anna Bragagnolo | ideazione delle luci e degli eventi scenici Marco D’Agostin prodotto da VAN (organismo di produzione della danza sostenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali | con il supporto di OperaEstate Festival Veneto e No-Limit-Action (Kasadanza & Centro Formazione Danza di Romano d’Ezzelino)

Marco D’AgostinFestival 2016

Tutorial

Tutorial è un karaoke danzante aperto alla partecipazione di tutti. Glen Çaçi ha il ruolo di conduttore e di Maestro di Cerimonie: invita gli spettatori a guardare attentamente una danza dallo schermo scelta tra una selezione di balli tradizionali da diversi paesi del mondo per poi guidarli nella sua esecuzione. Un viaggio nell’identità culturale attraverso la danza come rito collettivo, dove si mettono in luce e si reinventano culture minoritarie ma sempre più presenti.

Ideazione e performance: Glen Çaçi | Video: Andrea Gallo | Produzione: Marche Teatro | Co-produzione: Pergine Spettacolo Aperto/Progetto Open Creazione Contemporanea in Trentino Alto Adige, 1979

Glen ÇaçiFestival 2016

Un minimo distacco

Capita di essere in due luoghi nello stesso momento, di essere allo stesso tempo presenti e assenti, dentro e fuori. In bilico tra un altrove interiore, fugace e fragile e il peso vitale della terra. Un po’ di distacco ci permette di guardare i nostri movimenti da fuori, di togliere peso, di attenuare il presente che per sua natura si trasforma continuamente in passato. Allo stesso tempo, il distacco separa, crea distanza, dolore. Se il dolore della perdita di parti di noi  non si trasformasse in liberazione sarebbe insopportabile, dissolverebbe il nostro corpo in quiete totale. Il presente a cui cerchiamo di aderire è fugace quanto l’altrove in cui custodiamo i nostri più lontani pensieri?

Coreografia e interpretazione: Caterina Basso | Trattamento sonoro: Roberto Passuti  | Disegno luci: Antonio Rinaldi | Produzione Aldes |Con il sostegno di MINISTERO per i Beni e le Attività Culturali / Direzione Generale per lo spettacolo dal vivo, Regione Toscana / Sistema Regionale dello Spettacolo | Si ringraziano per le residenze: Peer coaching Company Blu, Firenze Open Art Project, Crexida/Fienile Fluò con il sostegno di H(abita)t, ERT/Villa Pini, Spazio Danza e Leggere Strutture Bologna.

Caterina BassoFestival 2016

The Roots

Spettacolare e poetico, nuovo e nostalgico, The Roots è un viaggio alle radici dell’hip-hop, del movimento e dell’emozione. Un’immersione in una memoria coreografica e acrobatica che è al tempo stesso leggera e malinconica. The Roots è un’ode alla danza hip-hop, un’avventura umana tra virtuosismo e poesia interpretata da undici danzatori d’eccellenza. Capitolo dopo capitolo, lo spettacolo trasforma e apre a nuovi orizzonti, portando lo spettatore verso un altrove, un universo che è fatto di oggetti ordinari – un tavolo, un vecchio giradischi… La musica è la chiave che apre la porta su un’umanità che danza. Una coinvolgente immersione nella memoria dei corpi, partendo dalla generosità della danza hip-hop verso la scoperta di nuovi cammini.

Direzione artistica e coreografia: Kader Attou | Con: Babacar “Bouba” Cissé, Bruce Chiefare, Virgile Dagneaux, Erwan Godard, Mabrouk Gouicem, Adrien Goulinet, Kevin Mischel, Artem Orlov, Mehdi Ouachek, Nabil Ouelhadj, Maxime Vicente | Scenografia: Olivier Borne | Creazione dei quadri originali: Ludmila Volf | Creazione sonora originale: Régis Baillet – Diaphane | Disegno luci: Fabrice Crouzet | Costumi: Nadia Genez | Produzione: CCN de La Rochelle et du Poitou-Charentes / Cie Accrorap, Direzione Kader Attou | Co-produzione:
La Coursive – Scène Nationale de La Rochelle, MA Scène Nationale – Pays de Montbéliard / con il sostegno di Chateauvallon centre national de création et de diffusion nell’ambito di una residenza di creazione | Il Centre Chorégraphique National de La Rochelle et du Poitou-Charentes / Cie Accrorap, Direzione Kader Attou è sostenuto da: Ministère de la Culture et de la Communication – DRAC de Poitou-Charentes, le Conseil régional

Kader Attou / Cie AccrorapFestival 2016

Le stanze segrete di S.

Un’esperienza sensoriale, un percorso fatto di immagini, voci, suoni, un racconto  che si svela di stazione in stazione coinvolgendo  lo spettatore suggerendo poco alla volta luoghi, situazioni, personaggi. Un’esperienza intima, in cui viene richiesto allo spettatore di rispettare due regole fondamentali: 1) seguire sempre le istruzioni durante la visita; 2) non rivelare mai a nessuno quello che si è visto.

Nato nel 2012 a Torino, LE STANZE SEGRETE DI S. è lo pseudonimo dietro il quale si cela un collettivo di artisti che lavorano insieme per realizzare performance senza parole, ispirate al teatro d’ombre e alle illustrazioni di inizio secolo, tramite un utilizzo della tecnologia limitata al minimo indispensabile.


Mi sveglio di soprassalto.

Senso di stordimento.
Tutto mi sembra una massa di forme scure e sfocate.
Dove mi trovo?
Da quanto sto dormendo?
C’è qualcun altro nella stanza. Chi è?
Sta urlando. Si muove veloce.
Cauto, mi avvicino, ma lui reagisce violentemente.
Mi colpisce più volte, con ogni sorta di oggetto che gli capita a portata di mano, poi fugge velocemente.
Sono solo ora?
Lentamente i contorni si fanno più definiti, ma la luce ora mi ferisce gli occhi, i suoni si sovrappongono, i colori diventano violenti.
Mi scoppia la testa. Ho freddo. Ho caldo.
Il mio respiro si fa pesante, sembra provenire dal fondo di una caverna.
Porta, scale. Mi ritrovo in strada.
Cammino senza una meta.
Io, chi sono?

Eleonora Diana/Daniele CatalliFestival 2013 / Festival 2016

Per non svegliare i draghi addormentati

Uno sguardo rivolto a un passato fiabesco e immaginario – popolato da valorosi principi, cavalieri e animali leggendari – in cui affiorano ricordi e frammenti della propria storia personale.
Per non svegliare i draghi addormentati ha un andamento simile a quello della memoria: qualcosa arriva da lontano, si accende e poi si spegne improvvisamente, a volte un’amnesia interrompe il racconto, altre il ricordo è tanto forte da accecare tutto il resto. Sulle teste di principi e cavalieri, animali e regine, resta sospeso l’augurio che Thomas Stearns Eliot faceva ai naviganti: “Non fate un buon viaggio, ma viaggiate lontano”.

Ideazione e direzione Marco D’Agostin –  a partire da Progetto Choreoroam Europe  –  in collaborazione con Francesca Foscarini, Remo Ramponi, Floor Robert – luci Remo Ramponi – scrittura musicale Paolo Persia – consulenza tecnica Enrico Fabris – costumi Edda Binotto – con il sostegno di CSC/OperaEstate Festival Veneto, Inteatro Polverigi, Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, Anagoor/La Conigliera, Teatro Fondamenta Nuove –  in scena Marco D’Agostin, Francesca Foscarini, Floor Robert
Progetto vincitore del Premio Prospettiva Danza Teatro 2012  e promosso dal progetto interregionale di promozione dello spettacolo dal vivo  Teatri del Tempo Presente a cura di MiBAC – Direzione Generale per lo spettacolo dal vivo

Marco D’Agostin – Festival 2013

LEV_ultima tappa

La vita di Lev Zasetskij, paziente di Alexander Lurja, celebre neuropsichiatra russo, è cambiata completamente in meno di un secondo.
Svegliandosi, si ritrova senza memoria. Non ricorda più nulla, non riesce a parlare, leggere, scrivere, muoversi.
Sul palco, oggi, un uomo inizia a recuperare brandelli di memoria, e si scontra con lo spazio, con l’oblio. La scena intorno a lui è vuota, esplosa, coma la sua identità.
Sul palco tre pannelli di plexiglass, uno spazio nudo pieno di farina, tre lampade; a terra, frammenti di passato, schegge di infanzia, di ricordi, di perduti amori. Lev_ultima tappa esplora la lotta di un uomo con ciò che lo circonda, con i pezzi della sua memoria in frantumi.
Uno spettacolo concepito per un performer solo in scena, coprodotto da Inteatro nel più ampio contesto di Scenari Danza 2.0, il bando creato per offrire sostegno ai giovani talenti della scena contemporanea.

IDEAZIONE GLEN BLACKHALL RICCARDO FAZI CLAUDIA SORACE MASSIMO TRONCANETTI
REGIA CLAUDIA SORACE
DRAMMATURGIA/SUONO RICCARDO FAZI
REALIZZAZIONE SCENA MASSIMO TRONCANETTI
VESTITI FIAMMA BENVIGNATI
CON GLEN BLACKHALL
PRODUZIONE ZTL-PRO / SANTASANGRE – KOLLATINO UNDERGROUND IN COLLABORAZIONE CON INTEATRO / SCENARI DANZA 2.0, AMAT, CON IL SOSTEGNO DI REGIONE MARCHE –- ASSESSORATO ALLE POLITICHE GIOVANILI E MINISTERO PER LE POLITICHE GIOVANILI E ATTIVITÀ SPORTIVE E IN COLLABORAZIONE CON KILOWATT FESTIVAL
CON IL SOSTEGNO DI AGORÀKAJSKENÈ (AKSÉ – CRONO 2008) E DEMETRA – PRODUZIONI CULTURALI
SPETTACOLO SEGNALATO AL PREMIO TUTTOTEATRO.COM – DANTE CAPPELLETTI 2007

 

Muta ImagoFestival 2008